La bella addormentata nel bosco

di Andrea Calabretta – regia Vania Castelfranchi
Compagnia Teatro Verde di Roma

La storia è nota.
Una Strega, arrabbiata per non essere stata invitata alla festa per la nascita della figlia del re, lancia una maledizione: quando la ragazza compirà 18 anni si pungerà con un fuso e morirà. Grazie all’intervento di tre fate la terribile profezia viene mitigata: Aurora non morirà, ma dormirà per cento anni, finché un bacio di vero amore la risveglierà. Ma per giungere dalla bella addormentata occorre prima superare tre terribili prove: una foresta incantata, un terribile orco ed un re bugiardo. Gegè, il principe vanesio, lascerà che sia Zero, lo scudiero, ad affrontare tre terribili prove.
Ma da solo è impossibile…
Per fortuna che ci sono i bambini in sala ad aiutarlo! La favola si svolge in un’atmosfera onirica, come se fosse il sogno di Aurora, in una scena che si ispira ai quadri di Rousseau. I bambini vengono coinvolti direttamente nelle incredibili, divertenti e pazze avventure di Zero.
Musica, canzoni, mistero e risate ci accompagnano e scandiscono i tempi di questa tenera e ironica favola.
Dello spettacolo esiste l’audio libro edizioni Lapis con il copione, le musiche e i suggerimenti per rimettere in scena lo spettacolo in classe, in famiglia, con gli amici

Premio Silvia-Molfetta 2007
tecnica utilizzata: teatro d’attore – pupazzi – ombra – burattini
età consigliata: 3-10 anni

con: Giovanni Bussi, Andrea Calabretta e Vittoria Rossi
audio e luci: Enrico Biciocchi
musiche originali: Enrico Biciocchi
scenografia: Fiammetta Mandich
burattini: Alessandra Ricci
costumi: Isabella Montani
foto: Serena Eller
direzione artistica: Veronica Olmi

Note tecniche
durata: 60 minuti
dimensioni minime palco: 6m x 6m x 3,50h carico
carico elettrico: 10 Kw
, 2 prese da 32 a. o una da 63 a.
montaggio: 3/4 ore
smontaggio: 1 ora e 30 minuti
si può effettuare all’aperto
oscurabilità: necessaria
referente tecnico: Enrico Biciocchi

Note artistiche
Nella favola classica il principe si trova al momento giusto nel posto giusto: una bella fortuna! Nella nostra versione le varianti sono soprattutto due: è Zero lo scudiero a trionfare, non perché nobile di nascita (come l’antipatico ma comicissimo principino Gegè) ma d’animo.
E’ comunque Aurora a scegliere il proprio destino, con indipendenza e autonomia.
Nella sua avventura lo scudiero affronterà tre avventure che metteranno alla prova il suo coraggio ma anche la sua intelligenza e la sua generosità. I bambini del pubblico vengono continuamente immessi nella storia e solo grazie ai loro interventi si arriverà alla soluzione della vicenda.
La scena, i burattini e i costumi sono ispirati ai quadri di Rousseau.
La scena, in particolare, è una enorme faccia che si trasforma, si smonta e si rimonta, rivelando boschi, torri, castelli e grotte in un avvincente gioco scenografico.

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